sabato, 07 giugno 2008
ratzy . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .... ... ... .. .. . :'(
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mercoledì, 04 giugno 2008
Studio, studio, studio. Il corriere mi ha appena riportato la muta stagna riparata dopo mesi di degenza (e raffreddori miei)...giusto in tempo per l'estate, quando la muta stagna non serve piu' a nulla. Pazienza, tanto in acqua sono un tipo freddoloso! E poi la muta e' in trilaminato, decisamente piu' fresco (e leggero) del neoprene. Dunque stagna per tutte le stagioni quest'anno, non la cambierei con una umida per niente al mondo (tranne per un'acqua a 30 gradi). Riflessione triviale questa sulla muta, a ben pensarci: non avro' modo di provarla per almeno una-due settimane. Oimoi (cit. Euripide, Ecuba)...
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domenica, 30 marzo 2008
Pensavo fosse impossibile, ma ho finalmente trovato qualcuno più indietro dell'italia a livello di rapporto tra scienza e religione (oppio dei popoli). ;)
Signori e signori, ecco a voi un grande dibattito, direttamente dalla tv irachena! :D
A quando qualcuno che lo ripropone su rai 2? :D

http://mediacenter.corriere.it/MediaCenter/action/player?idCanale=Scienze&filtro=Tutti&pagina=1&passo=5&uuid=a6ee7a44-fe51-11dc-a6ac-00144f486ba6&navName=1
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venerdì, 21 marzo 2008

Chantal non soffre più. Le serrande del suo appartamento, piano terra sul canal de Bougogne, erano tutte abbassate, ieri mattina. «Adesso non c’è davvero più niente da dire», ci aveva risposto in un soffio al citofono il figlio Vincent, poco prima delle dieci. Chantal Sébire è stata trovata morta nella sua casa di Plombieres-lès-Dijon. «Le cause del decesso sono ancora sconosciute. Faremo i prelievi e le analisi», dice il procuratore di Digione Jean-Pierre Allachi. La verità è che lei non voleva più vivere. Affetta da un tumore terribile che le aveva deformato il volto e le procurava dolori tremendi, si era rivolta al Tribunale di Digione per ottenere il suicidio assistito. I giudici lunedì gliel’avevano negato. «Ho 52 anni, sono malata da quasi otto. Ho tre figli: Virginie, Vincent e Mathilde. La più piccola ha tredici anni. Mi sono sottoposta a tutte le cure possibili. Mi sono battuta per guarire, ho lottato, ho sperato, ho desiderato riuscirci. Ma ora che vita è quella che mi resta?», aveva protestato lei. […]

 

NB: link una foto che fa riflettere. Non la pubblico direttamente sulla pagina. Sarei tentato, non lo faccio per le persone più impressionabili. A ogni modo penso sia doveroso prendere atto di dove a volte ci conduce la nostra (falsa) morale. E già che ci siamo. L'articolo riportato è del corriere e mi dissocio dal solito tono strappalacrime e dalla squallida retorica (Chantal non soffre più...)

Ai posteri la non tanto ardua sentenza...e intanto, a furia di rinviare le decisioni ai posteri, le cose non cambiano mai. Va bene così

http://www.brisbanetimes.com.au/ffximage/2008/03/20/470chantal.jpg

 


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martedì, 11 marzo 2008
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martedì, 04 marzo 2008

Mi dispiace, ma io non voglio fare l'Imperatore, non è il mio mestiere, non voglio governare né conquistare nessuno, vorrei aiutare tutti se possibile, ebrei, ariani, uomini neri e bianchi, tutti noi esseri umani dovremmo aiutarci sempre, dovremmo godere soltanto della felicità del prossimo, non odiarci e disprezzarci l'un l'altro. In questo mondo c'è posto per tutti, la natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato. L'avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell'odio, ci ha condotti a passo d'oca fra le cose più abbiette, abbiamo i mezzi per spaziare, ma ci siamo chiusi in noi stessi. La macchina dell'abbondanza ci ha dato povertà, la scienza ci ha trasformato in cinici, l'avidità ci ha resi duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco. Più che macchinari ci serve umanità, più che abilità ci serve bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto. L'aviazione e la radio hanno riavvicinato le genti, la natura stessa di queste invenzioni reclama la bontà nell'uomo, reclama la fratellanza universale, l'unione dell'umanità. Perfino ora la mia voce raggiunge milioni di persone nel mondo, milioni di uomini, donne e bambini disperati, vittime di un sistema che impone agli uomini di torturare e imprigionare gente innocente. A coloro che mi odono, io dico, non disperate! L'avidità che ci comanda è solamente un male passeggero, l'amarezza di uomini che temono le vie del progresso umano. L'odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che hanno tolto al popolo ritornerà al popolo e qualsiasi mezzo usino la libertà non può essere soppressa. Soldati! Non cedete a dei bruti, uomini che vi disprezzano e vi sfruttano, che vi dicono come vivere, cosa fare, cosa dire, cosa pensare, che vi irreggimentano, vi condizionano, vi trattano come bestie. Non vi consegnate a questa gente senza un'anima, uomini macchina, con macchine al posto del cervello e del cuore. Voi non siete macchine, voi non siete bestie, siete uomini!

Voi avete l'amore dell'umanità nel cuore, voi non odiate, coloro che odiano sono quelli che non hanno l'amore altrui. Soldati! Non difendete la schiavitù, ma la libertà! Ricordate nel Vangelo di S. Luca è scritto – "Il Regno di Dio è nel cuore dell'uomo" – non di un solo uomo o di un gruppo di uomini, ma di tutti gli uomini. Voi, voi il popolo avete la forza di creare le macchine, la forza di creare la felicità, voi il popolo avete la forza di fare che la vita sia bella e libera, di fare di questa vita una splendida avventura. Quindi in nome della democrazia usiamo questa forza, uniamoci tutti! Combattiamo per un mondo nuovo che sia migliore, che dia a tutti gli uomini lavoro, ai giovani un futuro, ai vecchi la sicurezza. Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentivano! Non hanno mantenuto quelle promesse e mai lo faranno! I dittatori forse sono liberi perché rendono schiavi il popolo. Allora combattiamo per mantenere quelle promesse, combattiamo per liberare il mondo, eliminando confini e barriere, eliminando l'avidità, l'odio e l'intolleranza. Combattiamo per un mondo ragionevole, un mondo in cui la scienza e il progresso diano a tutti gli uomini il benessere. Soldati, nel nome della democrazia siate tutti uniti!

Hannah puoi sentirmi? Dovunque tu sia abbi fiducia. Guarda in alto Hannah le nuvole si diradano, comincia a splendere il sole. Prima o poi usciremo dall'oscurità verso la luce e vivremo in un mondo nuovo, un mondo più buono in cui gli uomini si solleveranno al di sopra della loro avidità, del loro odio, della loro brutalità. Guarda in alto Hannah l'animo umano troverà le sue ali e finalmente comincerà a volare, a volare sull'arcobaleno verso la luce della speranza, verso il futuro. Il glorioso futuro che appartiene a te, a me, a tutti noi. Guarda in alto Hannah, lassù.

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martedì, 04 marzo 2008
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martedì, 04 marzo 2008
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giovedì, 07 febbraio 2008
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mercoledì, 06 febbraio 2008
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